Archivio del mese maggio, 2015

Maggio 2015

Pubblicato il14 mag 2015 da admin

Armare e uscire in mare con una deriva 470 o similari.
Questo articolo può essere utile a coloro che ritengono la vela troppo difficile e impiego di troppo tempo per poter uscire in mare. Più tempo a descrivere che fare.
Disponendo di una barchetta completa, intendo con albero e deriva montata, che comporterebbe qualche minuto in più per il montaggio. Si porta la barchetta in riva al mare, si osserva la provenienza del vento e si dispone la prua al vento, si liberano e controllano le drizze* di fiocco* e randa* facendole scorrere leggermente, si svolge il fiocco e si collega la mura* al golfare* di prua e la penna* alla sua drizza*, issare e tesare con l’apposito paranco e bloccare, collegare con dei nodi le scotte* alla bugna e farle passare nelle carrucole “bauer” e strozza scotte. Svolgere la randa, infilare le stecche nelle apposite inferiture, le prime volte, dopo si possono lasciare infilate, in presenza di vento fresco consiglio di infilare la base randa al boma, collegare la drizza alla penna infilare la ralinga nella sua canalina e issare la vela, bloccare. Ora non resta che infilare la trozza nel boma, inserire la scotta di randa nelle apposite pulegge (paranco) e strozzatore, collegare il canningam alla vela per poterne regolare la tensione, non troppa tesa e nemmeno troppo lenta si regolerà poi in navigazione, tesare la base in precedenza collegata ed agganciare il vang al boma. Tempo, dai tre ai cinque minuti.

La barca è pronta per essere messa in mare, inserire il timone negli appositi agugliotti e femminelle, tenendo sollevata la pala affinché non sbatta sul basso fondale, predisporre la barca scegliendo il bordo più favorevole. Si può salire scavalcando se basso fondale, se alto poggiando la pancia come fanno i delfini, quando salgono sul bagnasciuga, facendo attenzione al boma che spostandosi con il nostro peso potrebbe colpirci. Mettere in tensione con le apposite scotte affinché le vele si gonfino e regolarle in base all’andatura, cioè alla direzione presa o da prendere. Tutti i nomi in pochissimo tempo possono essere memorizzati come le componenti di una bici. Col tempo poi si diventa sempre più perfetti da pretendere sempre di più e diventare veri marinai.

Buon Vento e a presto ziopaolo.

Glossario:

Andature: Bolina= Una barca a vela non naviga nella direzione da cui proviene il vento, ma deve dare un angolo di 40° 45° circa, secondo il tipo d’imbarcazione e proseguire a zig zag.
Traverso: Quando il vento in navigazione proviene da un lato o fianco della barca, trasversalmente.
Lasco: o giardinetto, il vento proviene da una parte laterale posteriore o poppiera. Nome dato dai marinai imbarcati sui famosi galeoni, essendo la parte più riparata dalle intemperie, ci coltivavano le spezie necessarie per la loro sopravvivenza, nelle lunghe navigazioni.
Poppa: Il vento colpisce la barca nella parte poppiera centrale.
Manovre: Virata, cambio di direzione portando la prua verso il vento.
Abbattuta, cambio di direzione con il vento in poppa o lasco.
Strambata: cambio di direzione involontaria con vento in poppa, un poco pericolosa, si può essere colpiti dal boma e la barca può scuffiare, rovesciarsi, la prima cosa da apprendere è come raddrizzarla e risalire.
Orzare: portare la prua verso il vento. Bolina stretta, prua al vento virata.
Poggiare: allontanare la prua al vento, lasco, poppa, abbatuta
Mura: Parte della barca colpita dal vento, a dritta, si ha la precedenza su altre barche che navigano con le mura a sinistra
Drizze= cavi misti d’acciaio e corda oggi anche solo tessile prestirate, per issare e ammainare le vele
Fiocco= vela piccola che si trova a prua della barca.
Randa: vela grande centrale.
Mura: è l’angolo tra la base e l’altezza delle vele.
Ralinga= altezza delle vele con cordoncino rinforzato da infilare nella canalina dell’albero, o nello srallo di prua.
Bugna: l’angolo della vela tra base e balumina “ipotenusa di un triangolo.
Penna: punta delle vele angolo tra altezza e ipotenusa.
Boma: Specie di albero trasversale serve per tenere distesa la vela(randa). Potendone regolare la posizione in base alle andature.
Canningam: Cima o cordicella che occorre per tesare o regolare la ralinga.
Vang: paranco per la ritenuta del boma, nelle andature portanti cioè, il vento spinge la barca e le scotte di randa sono lente il boma è ritenuto dal vang, oppure nelle andature di bolina stretta contribuisce ad appiattire la vela creando maggiore performance alla vela rendendola più piatta.
Cazzare: non è una parolaccia ma semplicemente tirare.

Componenti di una barca a vela:

Scotte: corde o meglio cime morbide per la regolazione ella randa e del fiocco, provocano delle bruciature alle mani se si lasciano scivolare.
Prua, mascone, opera viva, opera morta, coperta, tuga, pozzetto, poppa, albero, boma, lande, sartie, strallo, perni e coppiglie, crocette, scassa, mastra, trozza, trasto randa, carrucole, pulegge, cavallotti, strozzascotte, deriva: basculante o a baionetta. Timone: pala, barra e stik,

Avrò certamente omesso qualcosa ma non è un problema, navigando e facendo esperienza, ci si accorge subito di quello che manca.

Buon vento e che sia l’inizio di una nuova vita sul mare.

Ripeto: più tempo a descrivere che mettere in pratica

ziopaolo

Provare per credere!