La vela

Pubblicato il12 nov 2009 da admin

Sono molti, quelli che non si avvicinano a questo stupendo sport, perché pensano, sia solo per ricchi, altri, perché sia molto difficile ed i più sinceri, siccome al mare non ci sono osterie, non vengono nemmeno a chiedere se possibile.imparare a condurre o semplicemente, far parte di un equipaggio.

Non per fare regate i primi momenti, ma per scoprire soltanto questo stupendo mondo, ascoltare l’alito del vento e lo sciabordio del mare che scorre sotto la vostra barca. Potersi allontanare dalla costa e scoprire un nuovo mondo.

Il primo approccio con una barca, in particolare a vela può apparire difficoltoso con tutte quelle cime, vi posso assicurare, che dopo pochi minuti vi sembrerà tutto chiaro e semplice.

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Come ogni sport, anche la vela ha il rovescio della medaglia, quando il vento rinforza ed il mare spumeggiante ci sorprende impreparati con le sue onde minacciose. Oggi, volendo, con i mezzi d’informazione sulla meteorologia, si possono facilmente evitare cambiamenti di tempo e burrasche. La barca a vela, si differenzia da quella a motore per la deriva o pinna che si trova sotto la barca e naturalmente dall’albero che sostiene le vele. Le manovre per ormeggiare o allontanarsi dal pontile sono uguali, dopo, issare una vela con le apposite drizze e con le scotte regolare la tensione in base alla direzione da prendere non è difficile.

Alcuni termini da imparare, come orzare: avvicinarsi il più possibile al vento.
Poggiare, allontanarsi dal vento, naturalmente si effettuano manovrando la barra o la ruota del timone. Cazzare: tirare la scotta, o mollare.

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Le andature: la vela per avanzare, non può andare contro vento, quindi deve dare un angolo al vento di 40°- 45° e proseguire a zig zag, la prima andatura si chiama bolina; traverso, quando il vento viene da 90°, giardinetto, parte laterale posteriore, nome dato dagli antichi velieri dove i marinai solevano coltivare le varie piante d’ortaggi, utili nelle lunghe navigazioni, essendo la parte della barca più riparata. In fine la poppa, parte posteriore centrale, in quest’andatura è possibile issare delle vele che si gonfiano come enormi palloni, ma credo che tutti abbiano visto delle regate di Coppa America.
Altri termini, della barca come sartie, strallo, paterazzo, bozzelli, arridatoi crocette, relinga, balumina, stecche, strozzascotte, winc e qualche altro termine che con un po’ di pazienza ed in poco tempo si potranno facilmente memorizzare.
Occorre poi conoscere un po’ la rosa dei venti quelli predominanti, quelli sicuri, in altre parole che hanno per diverso tempo uguale intensità e direzione e quelli instabili, come il Libeccio. Salire in barca lasciare il pontile mettere a riva le vele e poter navigare per ore, è una sensazione indescrivibile, non ci sono parole per definirla.
Buon vento a quanti volessero avvicinarsi a questo stupendo sport. Ripeto però che di difficoltà c’è ne sono.

Zio Paolo