Archivio del mese Agosto, 2022

SETTEMBRE 2022

Pubblicato il22 Ago 2022 da admin

SETTEMBRE 2022

I ricordi riaffiorano alla mente come fantasmi e l’avventura vissuta qualche anno fa si fa sempre più viva nella mia mente, non sono sempre rose e fiori. Mi chiamano dei ragazzi conosciuti per aver fatto delle lezioni con la loro barca , avrei dovuto portarla in Croazia, un Comet 910 Pus, loro non potevano venire, mi avrebbero raggiunto due settimane dopo, spiegai che non potevo restare tanto tempo e mi assicurarono che il loro amico, assieme a sua moglie, giovani ed inesperti di vela e per di più, con un bimbo/a di un anno e mezzo, sarebbero rimasti ad aspettarli alla Palmizana, Isola con marina di fronte a Kvar. Il dubbio l’incertezza m’invase, ci vado non ci vado, alla fine vince “ci vado”, quando mi ricapiterà più un’occasione del genere, il problema più grosso era il bimbo, se si sente male? Se e se e se, ma decido e parto, viste anche le ottime previsioni meteo per tuta la settimana. A poche ore dalla partenza, naturalmente dopo aver controllato minuziosamente tutta la barca, mare piatto, incrociamo dei pescherecci che rientravano a tutta manetta, alle prime onde il bimbo inizia a piangere, dico torniamo indietro, loro, non ti preoccupare, fra un po’ si addormenta e tanto è stato, siamo arrivati a Vis il giorno seguente verso le 13,30, ormeggiati, trovato un posto libero tra le altre imbarcazioni quasi al centro della sempre accogliente cittadina. Decidiamo di cercare un ristorantino nelle vicinanze e trovato prendemmo un risotto con i funghi, non c’era altro, la fame era tanta e divorammo tutto, mentre la signora e il bimbo mangiarono a bordo. Eseguite tutte le operazioni d’ingresso, data una sciacquata alla barca, possiamo rilassarci e riposare, mentre il bimbo gioca sereno con la sua mamma. Il mattino seguente la tragedia, involontariamente mi capita di ascoltare la telefonata che stava facendo, lamentandosi che io, ma non ne ero certo, pretendevo di andare nei migliori ristoranti, chiedo se si riferisse a me e lo conferma mi si è finito il mondo, la moglie cercò di giustificarlo, voleva dire un’altra cosa. Tranquillizzo la signora dicendo: non si preoccupi, voi non mi conoscete ma ringraziando il Signore non ho bisogno, da quel momento ognuno per se. Tra l’altro mi avevano assicurato tutto spesato. Si doveva ripartire per raggiungere la Palmizana e lui traccheggiava, la farmacia per il bimbo, mancava un poco di frutta, avendo però visto i meteo che davano nel pomeriggio oltre venti nodi di vento, per raggiungere l’isola di fronte, ritardando avremmo trovato mare grosso e vento contrario, dico guarda che c’è un bimbo piccolo, non vorrei che si spaventi, quindi se ti sbrighi bene, altrimenti faccio da solo, il mio compito è portarvi alla Palmizana. Ma, tra la mia esasperazione e l’indifferenza di quel signore che traccheggiava, forse pensava, che i meteo sbagliassero, mollo gli ormeggi e adagio inizio ad uscire, ma tolgo subito la marcia sentendo delle urla che mi chiamavano, mi giro e con mia sorpresa, non avevo staccato il filo della corrente, la recupero e riparto, assenza totale di vento a motore adagio proseguivo ma a quasi metà baia, dal vano motore inizia ad uscire del fumo, mi affaccio e iniziavano a formarsi delle fiamme, mi si è finito il mondo, spengo tutto e provo a chiudere bene il vano motore e miracolo il fuoco si è spento, naturalmente avendo tenuto per lungo tempo il motore acceso e non aver staccato la corrente, aveva provocato un super riscaldamento. Ripeto non un alito di vento, provo a pompare con il timone ma niente non si tornava indietro di un metro. In nostro soccorso una barca di stranieri che andava verso il marina a forza di gesti si avvicina e io che ho insegnato a centinaia di allievi come si lancia una cima di soccorso lancio e la cima sbatte sul pulpito di prua e finisce in acqua recupero e rilancio ma la vergogna di me stesso mi divorava e mi divora tutt’ora. Riusciamo a riprendere lo stesso posto mettendoci subito alla ricerca di on bravo meccanico, trovato e dopo una breve ispezione, fa rimettere in moto e ci assicura che è tutto a posto, c’è stato solo un cortocircuito. Ripartiti subito dopo pranzo, ma il meteo questa volta infallibile. vento teso da Nord sopra i venti nodi e il mare di conseguenza, la rotta di trentacinque gradi non mi consentiva di raggiungere l’ingresso del canale, avevo messo una mano di terzaroli alla randa e riavvolto il genoa quasi alla metà ma senza l’aiuto del motore non ci sarei arrivato, altre volte ero capitato in simile situazione, avrei potuto poggiare ed entrare dalla parte sud est del canale. ricordando le difficoltà a risalirlo ho detto alla signora: siamo quasi a metà strada soffriamo ora un poco, per stare tranquilli dopo, tanto è stato, giunti all’isolotto che precede l’imboccatura del canale, onde alte oltre il metro ma di lasco ci acompagnarono fino all’ingresso del marina dove cerano una quindicina di barche in attesa del posto barca, più di due ore e mezza a tentare di tenere la barca ferma con motore acceso, facendo spazio a chi doveva entrare, nel frattempo sono arrivate due barche sui dodici metri bagnati fradici e raccontavano delle difficoltà incontrate nel risalire il canale, lui zitto, la signora, hai fatto bene. L’avventura è terminata con una notte completamente in bianco, il traghetto per Spalato sarebbe partito alle sei, mentre l’ultimo viaggio per Hvar era alle ventitre e trenta, bella vita nella cittadina Croata fino a quasi le due, poi il deserto all’arrivo del traghetto, in serata ero a casa. Di quel signore non ne ho più sentito parlare, mentre mi hanno detto che alla barca hanno dovuto sostituire un pezzo dal costo di cinquecento euro. Meno male che il meccanico Croato ci aveva assicurato che era stato solo un cortocircuito. Dalle memorie di zio paolo, non sempre rose e fiori, mentre posso dire che è stata un’esperienza indimenticabile. VENTO LARGO ziopaolo.