Maggio 2024

Mag-23-2024 da admin

MAGGIO 2024 Per il mio ottantatreesimo compleanno, ho ricevuto tanti auguri e complimenti di svariato genere, che fanno veramente piacere, mi chiedo solo se merito certi appellativi! Mi chiedo: ma che marinaio sono? Non certo un pescatore imbarcato su un peschereccio e nemmeno sulle navi, oppure skipper di professione; quando sento o leggo che qualcuno vuole lasciare la propria abitazione per andare a vivere in barca, mi vengono i brividi al solo pensiero, sono un freddoloso e l’umidità ed il freddo sono i miei nemici naturali, vivere in barca nei periodi invernali, non solo non lo consiglio ma dico: pensateci bene, di giornate belle durante questo periodo sono veramente poche e al mare l’umidità è sovrana, le temperature sono veramente rigide, nei porti, la risacca ed il vento che fa sbattere le drizze, non ti fanno chiudere occhio. Intanto ci si avvicina alle Sante feste, mancano veramente pochi giorni e l’atmosfera, a parte le luminarie, non lo avverto. Anche il telefono tace, siamo passati da centinaia di messaggi degli anni scorsi, al silenzio più assordante, Il maledetto Virus non ci vuole lasciare, si è ancora una volta ripresentato, ne usciremo? Si spera sempre che passi, come passano inesorabilmente gli anni. Come già scritto, mi sono capitate solo due occasioni per conoscere e vedere le onde dell’oceano, purtroppo ho dovuto rinunciare, allontanarmi da casa per lunghi periodi mi è stato sempre impossibile, la famiglia, le scadenze, gli impegni, ho lasciato il posto a mio nipote, giovane e con maggiori possibilità. Mi avrebbe anche fatto piacere navigare nell’Europa settentrionale, dove le maree fanno apparire e scomparire isole nel giro di poche ore e le barche che si poggiano sul fondale, come mi hanno raccontato, ma nemmeno questo mi è stato possibile. Devo accontentarmi di quel poco, per me tantissimo fatto, ma certamente non da Marinaio. Sereno Santo Natale a tutti. Dopo aver fatto e dato tanto, per riuscire a creare una vera scuola vela, tipo Caprera per non dire Glénan, tre scuole vela, create e affiliate alla Federazione Italiana Vela, FIV, finite in altre mani, non mi fanno per niente stare bene. Cosa e dove ho sbagliato? In questi giorni dai racconti in banchina, ho notato di non aver spiegato ai giovani allievi, che non tutti sono disposti ad insegnarti gratuitamente o quasi, perché i ragazzi di oggi non si accontentano più, vorrebbero essere ospitati e super pagati, non so, forse a ragione , ma la gavetta penso sia necessario farla , navigare più che si può, su diverse imbarcazioni, armatori e skipper di tutti i generi , per avere un minimo di esperienze, in mare poi, ripeto, non si finisce mai d’imparare! Pur lentamente ci avviciniamo alla sempre piacevole primavera, l’altro giorno, un amico altra buona e brava persone all’improvviso, qualche giorno in ospedale e poi la fine, dico brava persona dal foltissimo numero venute per l’ultimo saluto e anche perché, ho avuto l’occasione di averlo con me a bordo e Marcello Maggitti con il mitico Pierrot 9e25, Enrica, per una gita in Croazia tanti anni fa, la mente non può dimenticare quella bellissima e particolare avventura. CONTINUA Leggi il resto di questo articolo »

2023

Mag-19-2023 da admin

OTTOBRE 2023 Ventisettemila visite . GRAZIE.
Un mese di Giugno trascorso, posso dire in solitudine, solo una decine di uscite con il mio 470 non si è vista anima viva, come si suol dire, Egidio si è nuovamente imbarcato con Paolo e manda notizie e foto dalla sempre stupenda Croazia, mentre Fabio le manda dalla Sicilia e Sardegna, Bianca da Genova, avendo così la possibilità di navigare con loro. Un abulismo del genere, non lo ricordo, indifferenza totale, non un allievo, in pochi a darti una mano a tirare a secco la barca, unico momento, se sei da solo, di cui si avrebbe bisogno di un piccolissimo aiuto, ti vedono ma si girano dall’altra parte, pazienza, ringraziando sempre N.S. riesco ancora a farcela. Ho quasi sempre avuto allievi e quindi non mi sono mai accorto delle difficoltà nel rimanere da solo. Il primo di Agosto la sentenza, Danilo del Lido Paola, con una telefonata, sempre amichevole, mi annuncia la FINE anche di quest’avventura, a pretesto, le barchette a vela, da qualche tempo che me lo dice e fa capire, danno fastidio, non so a cosa, ma danno fastidio, ricettacolo d’immondizia, i balordi, dietro le barche lasciano di tutto, la Capitaneria di porto vuole multarlo a tutti i costi, le boe non sono a distanza giusta e non allineate perfettamente, non autorizzato a fare lezioni di vela, il pattino è sbiadito e si legge male e altre motivazioni, in poche parole mi dice che: DEVO smontare tutto e andare via, no! Rimettile giuste dopo le mareggiate, ma togli tutto, la Capitaneria torna fra una settimana e non voglio essere multato. Un groppo alla gola e acconsento, due notti completamente in bianco, fortunatamente il cervello ha avuto il buon senso di farsene una ragione, in due mesi sono uscito sempre da solo, come detto, con l’indifferenza quasi totale, eccetto qualcuno, che mosso a compassione, mi ha dato una mano a spingere per rimettere la barchetta al suo posto. Una mattina è venuto mio nipote Filippo e ha trovato la vela troppo faticosa e un’altra è venuto un ex presidente del Circolo Migliori, il Dott. Capretta, che dopo averlo portato a fare un bel giro, mai salito su una deriva, nel salutarmi mi ha lasciato un dieci e lode, ultime piccole ma per me, immense soddisfazioni. In meno di dieci minuti ho smontato l’albero del Laser pronto a lasciare, tolte le dieci boe e la mia bandierina bianca d’ingresso al corridoio di lancio, restituendole alla Lega Navale. Aspettiamo, se come di solito, chiusa una porta si apra un nuovo portone. Non mi arrendo, fino a quando Nostro Signore mi dica: ora basta. Accolto dalla Lega Navale di Giulianova, ripeto ne sono stato tra i fondatori trent’anni fa, con Sandro Brandimarte, che in molti, anzi tutti, hanno dimenticato, grazie a Marco che è riuscito a farmi un poco di spazio per una delle mie barchette, potendo così uscire con loro dal porto, altrimenti, per le ferree leggi contro la vela “ pericolosissima” uscire e rientrare a vela. Non si contano i morti, i feriti e incidenti che hanno provocato queste minuscole barchette! Qualche anno fa, convocato e multato, in Capitaneria, sempre per essere uscito e rientrato a vela, ricordo ancora le parole del marinaio: complimenti per la manovra ma ci segua al comando, chiesi quanti di loro sapessero condurre una deriva, su quasi una ventina, uno solo aveva fatto un piccolo corso, così immagino i nostri legislatori, per fare queste leggi per me assurde, una barchetta a vela si ferma con una mano e non ha fatto mai un centesimo di danno. Costretto a montare un piccolo fuoribordo, rendendo la Star, un obbrobrio e un’offesa per quella barca, ma soprattutto il disgusto e la disapprovazione del mio socio e carissimo amico Ennio, che avrebbe preferito metterla a terra, che navigare con un motore sulla poppa.

Per me averlo o non averlo era indifferente, solo che avevo il vantaggio di poter rimanere più tempo in mare e non avere più la preoccupazione del rientro in caso di bonaccia totale, cosa che, nei mesi estivi la termica comporta, molto spesso alle sedici massime diciassette, il vento si ferma completamente e rientrare a vela non era e non è facile. Mi sono iscritto per la solita regata, in onore della nostra protettrice Maria Santissima del Porto Salvo, è venuta una bravissima e volenterosa ragazza, che ha iniziato il corso con Marco, Lega Navale Giulianova, partecipando così alla ventiduesima edizione, ne ho fatte veramente tante, da avere una collezione di ricordini offerti dai parroci della nostra Chiesa, veramente brava, si è messa al timone appena usciti fino al rientro.


Fortunatamente, la Guardia Costiera non è intervenuta, altrimenti avrebbe senz’altro avuto modo di farci osservare le assurde leggi del diporto velico. Proibito issare le vele all’interno del porto, anche se vai a motore e doverle ammainare prima del rientro, con mare formato è difficoltoso. Un grazie di cuore a Diego e il suo papà, sempre disponibili, siamo riusciti a portare il Laser nel mio terreno di Cologna, dovrò telefonare a Renato Capanna per trovare una soluzione, nel frattempo, mi sono recato un paio di giorni al Circolo Velico di Alba Adriatica, con l’intento di trasferirmi su, dopo aver telefonato al circolo velico Azzurra, dell’amico Bruno e ottenuto una risposta negativa, tutto pieno. Un poco scomodo arrivarci, ma, attendere che Marco finisca le lezioni a terra e uscire dal porto, con il patema della Capitaneria e non poter rientrare in caso di un mal di pancia, se non rientrano gli allievi, mi ha fatto prendere questa decisione. Accolto a braccia aperte, Il Presidente e alcuni soci veramente entusiasti della mia decisione, Ieri 28 agosto 2023 ho firmato i moduli con già le firme dei soci, posso portare il 470 quando voglio, posto assegnato. Non resta che l’ennesimo trasferimento. Alle nove di mattina, trainato dal gommone della Lega Navale condotto dal gentilissimo Marco, siamo approdati alla spiaggia del Circolo Velico di Alba, solo un piccolo, ma un problema, le ruote strette del carrello sprofondano nella sabbia morbida e tirarla fuori è stato un’impresa. Dovrò trovare una soluzione, altrimenti rientrare da solo sarà impossibile, oggi 02 Settembre uscita bellissima, tutti collaborano ed è un ambiente veramente confortevole e familiare. Non ho quasi nulla da insegnare ai ragazzi che frequentano il circolo, ma si sono già messi in fila per provare il mio 470. Altre due uscite, una con un giovane allievo molto bravo e l’ultima con Egidio, che ormai è pianta stabile e factotum del Circolo, apprezzato e benvoluto da tutti. Purtroppo quando è tutto bello, il diavoletto ci mette la coda e nell’ammainare la randa, il cavo d’acciaio della drizza, inspiegabilmente se n’è uscito dalla canalina bloccando la vela, per tirarla giù è stato necessario rovesciare la barca e non avendo osservato che non poggiava sulla fascia ma sullo spigolo del carrello, si è creato un piccolo squarcio sul bordo della fiancata. La drizza sostituita con il tessile, la falla tappata con un telo adesivo molto resistente, non mi resta che provarla, funziona il tessile va molto meglio dell’acciaio, la vela scorre molto meglio, la falla, anche se tiene, non è sicura quindi da riparare, già cinque uscite con bel tempo. Ripeto un’accoglienza veramente eccezionale, si collabora e si respira aria di barche e di vela, soprattutto. Montato un piccolo argano al carrello speriamo funzioni è un mio brevetto. Niente da fare il carrello funzionerebbe è l’ancorotto che non tiene come si dice: ara, e la cima è corta. Come diceva il grande Gino Bartali : L’è tutto da rifare. L’autunno che fino ad ora sembrava non volesse arrivare, si è presentato con l’abbassamento della temperatura e le prime piogge. Un lungo inverno ci attende, con i venti di GUERRA che soffiano impietosi e con l’età che avanza, superarla sarà sempre meno facile. Speriamo bene e il Signore ci conceda pace e salute . buon vento. ziopaolo. Quindi il portone sembra aperto e dal prossimo anno sempre con il consenso di Nostro Signore, mi troverete al Circolo Velico Alba Adriatica.

Marzo 2023
La scorsa settimana, mi hanno dato una notizia che mi ha fatto venire i brividi e accapponare la pelle, un nostro amico, armatore proprietario di una barca a vela di circa dieci metri, nel sostituire tutto il sartiame ha notato che lo strallo di prua, sotto l’avvolgi fiocco, si era completamente tranciato, restavano solo un paio di fili d’acciaio, ancora pochissimo tempo e l’albero sarebbe venuto giù, con tutte le conseguenze che non oso immaginare, ma quello che mi ha turbato maggiormente è il fatto che su quella barca è stato imbarcato nell’ultimo periodo un mio allievo, ripensando alle parole della sua mamma, un giorno che siamo usciti con un poco di vento in più del normale, mi disse: ho solo questo e un altro non posso più rifarlo, quindi! Non sia mai una tragedia del genere. Ripenso sempre a un esaminatore per il brevetto da Istruttore, venticinque anni orsono ci chiese? Ma siete sicuri di voler fare questo mestiere? Io non ve lo consiglio, fino a quando le cose vanno bene, sarete dei re, ma il giorno non sia mai, vi capiti un incidente, passerete i guai ed è penale, io, per una ragazza che scendendo dalla barca mettendo il piede su una buca, rompendosi la caviglia, sono otto anni che giro per tribunali e non ne vedo la via d’uscita. Quelle parole mi risuonano nella mente in continuazione, Ringrazio sempre di cuore Nostro Signore e la Vergine Maria del nostro Porto Salvo. Delle tantissime traversate del nostro Adriatico fatte, solo una o due volte sono riuscito a farla tutta a vela, purtroppo quando si fanno i trasferimenti, si cerca di farlo il più velocemente possibile, quindi sempre con l’ausilio del motore, sia per le interminabili bonacce, assenza totale di vento, sia per vento contrario, inutile fare bordi; posso dire, che una di queste mi torna sempre alla mente, perché è stata veramente bella e spettacolare: ci trovavamo a Vis con il Mousse 99 Valentina IV, barca comprata a Grado e reduce della famosa burrasca, con mio nipote c’era un suo caro amico, fatti i soliti documenti d’uscita, la cambusa e controllato olio al motore e uno sguardo generale, ci avviammo lungo la grande baia, ma appena fuori, un fresco vento da Nord e onde abbastanza fastidiose, ci consigliarono di invertire la rotta e passare a Sud dell’isola, vento in poppa spegnemmo il motore per riaccenderlo a meno di cinquecento metri dal nostro porto. Terminato il giro dell’isola, prendemmo la nostra rotta 270°, il vento sempre da Nord perfetto per una navigazione al traverso lasco, l’amico di mio nipote disse: non mi sento, vado a riposare e tornò la mattina dopo. Sempre al timone, la barca navigava che era un piacere solcando le onde con dolcezza e nello stesso tempo con una bella velocità. Per cena, un ricco panino, una birra e qualche biscotto, poi mio nipote disse: vado a riposare così dopo ti posso dare il cambio, ok, vai pure mi diverto un mondo con questa andatura, verso mezzanotte il vento iniziò a rinforzare tanto da tenere la barra troppo sotto sforzo per le correzioni, se continua dovrò ridurre la vela,” mettere una mano di terzaroli” e chiamare chi dormiva, provai un paio di volte ma nessuno rispondeva, l’ho fatto tante volte lo faccio da solo, come una poesia imparata a campanella ripercorro le manovre fatte, si molla la scotta di randa affinché fileggi poi la drizza con il mettere in tensione l’amantiglio altrimenti boma e vela cadono in coperta, si molla la drizza di randa quel tanto che serve per agganciarla, portando leggermente la prua all’orza, la barca così si bilancia rendendo neutro il timone, “centro velico e di deriva”, mentre il genoa continua a far correre la barca, salgo sulla tuga a piede d’albero per incocciare la brancarella al gancio di trozza, ma la randa è troppo lenta e non si aggancia, riscendo, tiro su una ventina di centimetri, ricorreggo la rotta, risalgo e con un poco di sforzo riesco ad agganciarla, serro la borosa e ricazzo “non è una parolaccia” la drizza di randa, una volta le vele erano dotate di matafioni, delle cime che servivano per tenere la vela serrata al boma, non si usano più, mollo l’amantiglio e riposiziono la scotta di randa per la sua andatura, il tutto, senza fare il minimo rumore, la barchetta navigava molto meglio, tanto che verso le tre di notte mio nipote si affacciò dal tambuccio e disse: so che sei stanco, ma non ce la faccio, dormo ancora un poco, risposi non ti preoccupare sto benissimo e mi diverto, una certa preoccupazione mi venne quando verso l’orizzonte apparvero i primi chiarori di lampi e noi si andava proprio verso quella direzione, speriamo bene! Temendo un groppo e un cambio di direzione del vento, ai primi chiarori s’intravedevano le nostre montagne e notai che il vento di tramontana ci aveva fatto scarrocciare un poco a sud, verso le sette sono riemersi i miei marinai con caffè e biscotti, dopo diciannove venti ore eravamo nel nostro porto. Prima si navigava così: timone a barra, minuscola bussola di lato al tambuccio, non vorrei ripetermi, ma oggi non mi diverto come allora, non sento più quell’adrenalina dell’incertezza della rotta se giusta o sbagliata, le manovre da fare andando a prua o sotto l’albero, nessuno strumento nemmeno il salpa ancora, tutto a mano. Purtroppo l’età avanza, restano solo tanti ricordi e con le forze, la vista e l’udito che diminuiscono, mi dicono che sarebbe ora di tirare i remi in barca, vorrei provare anche quest’anno, sempre se Nostro Signore vorrà, naturalmente rispettando il limite delle mie possibilità. Ringrazio ancora tutti e auguro a tutti, buon vento, soprattutto agli amici che dietro le spalle ti dicono male, forse a ragione, dato che, non ho fatto le alte scuole, in compenso ho letto tanti libri (di mare). Andare a vela, allontanarsi dalla costa sfruttando ogni refolo di vento, ascoltare lo sciabordio dell’acqua scorrere, è una sensazione indescrivibile e farla conoscere è l’essenza della mia vita. Ziopaolo.

Aprile 2023
Un inizio di primavera così freddo, non si ricorda, confermato da tante persone, tappati in casa la mente torna indietro nel tempo, ai tanti trasferimenti di barche. Il proprietario di Buio Pesto, la stessa barca andata a prendere con Salvatore Costanzo a Nettuno, già descritta, mi chiama per condurre la sua barca con tre giovani, suoi amici, in Grecia, esattamente al marina di Gouvia, mi avverte che i ragazzi non sono molto pratici, anzi quasi a totale digiuno di barca a vela, dico siamo messi male! Almeno sono pratici di computer? Per questo non devi preoccuparti, la cambusa è stata fatta e la barca è pronta per partire, appuntamento il mattino seguente alle cinque, arrivo un poco prima per dare una controllata, come di solito faccio e poco dopo sono arrivati i tre giovani, ma uno di questi tutto scamiciato a petto nudo e pantaloncini corti e uno stato di ebbrezza spaventoso, ripeteva sempre le stesse cose e si vedeva a un miglio che la sbornia della sera non gli era passata affatto, Per fortuna è arrivato il proprietario, ho esternato la mia preoccupazione in quanto una persona così, non mi assumo la responsabilità di farlo salire a bordo, continuava a ripetere che stava bene, ma ancora barcollava paurosamente, dopo una buona mezzora e avevo deciso di non portarlo, il proprietario trovò la soluzione, vengo io con voi fino ad Ortona, verrà mia moglie a riprendere. Perfetto, partiti ha resistito meno di una mezzora poi è precipitato in un sonno profondo fino allo sbarco del comandate nel marina di Ortona. Ripartiti subito, rotta per le isole Tremiti, messe a riva randa e genoa appena usciti dal porto un bel venticello da nord ci faceva navigare senza l’ausilio del motore con una buona media di quasi sette nodi ora, infatti poco prima di mezzanotte eravamo nella baia tra le isole, non trovando un gavitello, abbiamo messo l’ancora i ragazzi contenti di apprendere tutte le manovre dall’ammainata delle vele alla posizione dell’ancoraggio. Ricca cena e il mattino di buonora ripartenza per il Gargano sempre molto bello da vedere dal mare, passato il promontorio con le bianchissime case di Peschici e le famose grotte di Vieste, rotta verso Trani ma il vento rinfresca e di conseguenza il mare si ingrossa, con onde sempre più alte ma di lasco poppa, il pilota automatico non riusciva più a mantenere la rotta, con il pericolo di un brutta strambata, ho preferito mettermi alla ruota del timone, posso dire che mi divertivo moltissimo correggere in continuazione la rotta con il sopraggiungere delle onde, planando a una bella velocità, tanto che, i ragazzi hanno voluto provare per qualche secondo, riconsegnando subito il timone. Il pericolo maggiore in quest’andatura, se non si anticipa la correzione, la barca va in straorza o peggio in strapoggia mettendosi al traverso delle onde ed il boma passa a velocità sostenuta da un bordo all’altro, molti velisti conoscono bene questo pericolo,uno di loro qualche tempo fa è tornato dalla crociera con il boma scardinato dal vang rigido,tanta era stata la violenza del passaggio da una parte all’altra. Siamo arrivati al tramonto nel porto di Trani ospitati dalla Lega Navale. Ho approfittato dell’occasione per chiamare mia figlia, mio genero e i miei due Nipotini che risiedono in quella splendida cittadina, ho fatto vedere la barca e poi siamo andati in una splendida gelateria, mentre il mio equipaggio in una pizzeria. Il mattino con calma, ricca colazione al bar, cambusa con pane e frutta fresca, controllo olio motore, batterie, ecc. pronti per affrontare altre novanta cento miglia fino a Brindisi che raggiungiamo nella serata, piccolo particolare, a una decina di miglia dal porto, un’onda incrociata fastidiosissima, ho notato che mi è capitato spesso in quella zona, qualcosa di anormale, forse si creano delle correnti, non so spiegarmelo. Nottata al marina dietro il castello e il mattino pronti per affrontare l’ultimo tratto, la traversata fino a Corfù, per costeggiare l’isola interminabile forse per la stanchezza, forse per l’ora tarda le quattro di mattina, entrando nella grande baia che porta al marina la barca si è fermata dolcemente arrenandosi, subito marcia indietro è andata bene, non avevamo visto che c’erano dei gavitelli che segnavano il passaggio, all’interno vi erano dei bassi fondali, fortunatamente sabbia e bassissima velocità ci hanno consentito di non fare danni. Il marina molto grande e ben attrezzato, sono venuti per indicarci il nostro posto. Sono rimasto tutto il giorno con i ragazzi, approfittando delle comode docce e fare colazione. Il giorno seguente ricontrollato gli orari, partenza in autobus e a Corfù mi sono imbarcato per Brindisi, in treno fino a Giulianova. Sono andato a riprendere la barca quaranta giorni dopo, questa volta con il proprietario e un altro suo amico, passando per il Montenegro, ho avuto l’occasione di visitare l’accogliente cittadina, Bar, piena di vita e di turisti, non me lo aspettavo. Sempre dai ricordi di ziopaolo. Che anno triste,dopo mia sorella che ha raggiunto l’amato marito, anche un amico carissimo ci ha lasciato, un vero maestro di vela, non era istruttore ma ne sapeva per dieci cento dei nuovi, ero il suo, oltre che amico vero, nostromo, mezzo marinaio, non so come definirmi, so solo che per anni ho navigato con lui e i suoi ragazzi, allora di otto e nove anni, nel salutarli dopo il funerale, sono rimasto sorpreso e anche emozionato, dal fatto che anche con così tenera età si ricordassero perfettamente tutte le avventure fatte con quella, come già descritto, piccola ma sicurissima barca, poi da più grandicelli con la fidanzata alla Barcolana, abbiamo ripercorso con il pensiero quei bellissimi ricordi, la vita aveva con il tempo separato le nostre strade, i figli ormai grandi e capaci di navigare fino alla sua malattia, quando l’ho rivisto su una carrozzina accompagnato da un vicino di casa passeggiare al porto, non riesco a descrivere l’emozione che ho provato, non riuscendo quasi a parlare, ci si teneva in contatto con il telefono, questo maledetto virus che non permetteva e non permette di andare a trovare parenti ed amici, così anche mia sorella si è spenta, sola, senza un conforto, una parola di nessuno, in ospedale non facevano e non fanno entrare nemmeno per l’ultimo minuto. Buon vento NINO, avrai senz’altro altre barche da condurre, con la tua instancabile voglia di veleggiare e andare per mare. Sempre nei miei pensieri e ricordi. Un brivido mi ha mi ha raggelato e ho pianto.

Ringrazio tutti di cuore per le oltre 24.000 visite sul sito web scuolavelaziopaolo.it

NOVEMBRE 2022 – DICEMBRE 22

Dic-20-2022 da admin

NOVEMBRE 2022

Mi piacciono i ricordi e trascriverli il più fedelmente possibile, ” quando c’è qualche Santo che m’illumina e mi protegge”. Nella seconda settimana come Skipper in Croazia, con tre coppie di giovani Emiliani a bordo, che tra l’altro si sono presentati con due valigioni rigidi, ho detto solo che non erano molto adatte, ma poiché erano piene di profumatissimi salumi Emiliani e grana Padano, per questa volta vanno bene. Una barca nuovissima, motore e vele nuove. Fatto un breve briefing come di solito, posizione dei salvagente, uso del wc, risparmio acqua ecc, ma, la loro intenzione era di rilassarsi e fare una piacevole vacanza, niente lezioni di vela e tantomeno di manovre, naturalmente acconsento: nema problema! Come dicono i Croati. Durante la prima navigazione, naturalmente avendo fatto tutto da solo, disormeggio, mettere a riva la randa e poi il Genoa, mentre si prosegue per la nostra prima destinazione, già programmata dall’organizzatore Paolo Lazzari, 42° Nord, tutti seduti in pozzetto dico: vedete ragazzi voi non volete imparare nulla della vela ed io ho acconsentito, però vorrei darvi due consigli, primo: imparare è sempre utile, mio Nonno e poi mio padre dicevano: impara l’arte e mettila da parte, Il secondo: come vedete, non sono più un giovincello e anche se lo fossi, mi potrebbe capitare sempre qualche piccolo o grande impedimento, cosa fate? Rimanete in mezzo al mare aspettando che qualcuno vi soccorra? Se invece mi date ascolto, potrete se occorrerà condurre voi la barca e come avete visto, non è difficile. Da quel momento tre di loro hanno iniziato a imparare e alla fine della crociera ne sapevano più di me. Dopo tre giorni, tra bagni e navigazioni sia a vela sia a motore e la degustazione degli ottimi prodotti Emiliani, raggiungiamo una baia bellissima, riserva naturale di Mljet, poche barche all’ancora, acqua cristallina e stupenda, mentre i ragazzi fanno il bagno raggiungendo la riva, provo a controllare se l’ancora tiene, niente da fare, provo a dare più calumo, niente, non è il caso di rimanere in quel posto, anche perché, via radio dava per la notte temporali e colpi di vento forti. La baia anche se bellissima ma completamente esposta a tutti i venti e con la non tenuta dell’ancora avremmo passato una notte d’inferno. Quando i ragazzi sono risaliti a bordo, ho provato a spiegare la situazione, ma inutilmente, preferivano rimanere in quella baia bellissima, ho insistito ma niente, irremovibili, anche perché ignari delle conseguenze. Solo un Miracolo mi poteva salvare, oltre ad esercitare i miei poteri di comandante responsabile, con l’eventuale malumore dell’equipaggio, ed ecco arrivare un gommone con esattore Croato, alla richiesta di centocinquanta euro per una notte, andiamo! Andiamo! In programma a dodici miglia una baia bellissima, protetta con colline da tutti i venti e un isolotto a protezione delle onde, il nome se non erro Baia Prozura, lo raggiungiamo con poco più di due ore, perfetto tutto come descritto. Solo una barca ormeggiata con gavitello, ne prendiamo uno libero, non ultimato l’ormeggio che un gommone si avvicina alla nostra barca, riusciamo a capire che se fossimo andati a cenare nel suo ristorante il gavitello era gratis compreso il trasporto dei passeggeri, accettiamo immediatamente, rivestiti, salgono sul mezzo, io resto a bordo, tornano verso le undici, sempre accompagnati, soddisfatti dell’ottima cena e del prezzo. Per tutta la notte il chiarore dei fulmini illumina a giorno la bellissima baia, ma non un alito di vento. Il mattino, squilla il mio telefono è Paolo: dove siete? Comunico il nostro luogo, avete avuto problemi? Dico no, tutto tranquillo, noi invece abbiamo passato una notte d’inferno, barche che ci sono venute addosso facendoci dei danni, noi stessi per buona parte della notte con motore acceso a contrastare la forza del vento e della pioggia, che ci facevano scarrocciare verso gli scogli, una nottataccia. I ragazzi hanno sentito, si sono scusati e mi hanno ringraziato, dico: non me, ma il mio Angelo Custode, questa volta nell’esattore Croato. In molti sono a chiedermi durante le lezioni se ho avuto qualche volta paura, ebbene rispondo sì, qualche volta, specialmente agli inizi, quando, sorpreso da un mutamento del tempo, mi sono raccomandato alla S.S. Vergine Maria del nostro Porto Salvo, implorando: salvami questa volta non ci vengo più! Poi da mediocre marinaio che non sa mantenere le promesse, mi sono ritrovato a bordo, naturalmente con un pizzico di esperienza in più. Come già detto, non è facile descrivere una situazione di pericolo, quando, ancora distanti diverse miglia dal porto di arrivo, il vento aumenta e di conseguenza il mare s’ingrossa, da amico diventa nemico da combattere, reggersi diventa un’impresa, dal mettere la cerata al fare delle manovre, agli inizi, parlo degli anni ottanta novanta fino a quasi duemila, si navigava con barchette di massimo nove metri , non c’erano avvolgi genoa avvolgi randa, in navigazione eri sballottato dal beccheggio e rollio, andare a prua tirare giù la grande vela e legarla per bene dal pulpito di prua e ai candelieri, altrimenti vento e mare se la portavano via era un’impresa, per non parlare quando bisognava andare sotto l’albero per incocciare la brancarella al gancio di trozza, per una o due mani di terzaroli, non avevamo GPS e in pochi il pilota automatico, timone a barra e minuscola bussola. Si navigava così. Oggi le barche oltre a essere molto più grandi e sicure, hanno le manovre rinviate in pozzetto, bimini e spray wood di ogni genere ti proteggono dal vento e dalla pioggia, il Satellitare cartografico ti comunica costantemente posizione velocità e anche l’ora di arrivo, con un ditino correggi la rotta, per non parlare della differenza dell’abbigliamento, basta dire che le cerate quando le toglievi eri più bagnato e umido che stare sotto la pioggia, in mancanza di stivali spesso mettevamo dei sacchetti di plastica. Non riesco a spiegare il motivo, ma sempre ringraziando N.S., non mi è mai capitato di precipitare nel panico e di perdere la concentrazione. Vedi “La Burrasca” e non solo quella “Non era giunta la nostra ora” Dai ricordi di ziopaolo, buon vento o vento largo a tutti.


DICEMBRE 22


Speravo, dopo più di due anni e mezzo e più di cavarmela, invece a una festicciola in famiglia, la sorpresa, prima la mia consorte e di conseguenza il mio contagio, devo dire molto leggero finora, niente febbre, niente dolori particolari oltre ai miei, solo un poco di raffreddore e leggera tosse. Passerà anche questa” spero”. Rileggendo per dare una migliorata al mio blog, che ha superato le ventiduemilacentoquindici visite, ringrazio tutti i visitatori di vero cuore. Ho notato, che nelle descrizioni della” barca a vela”, ho dimenticato una delle manovre correnti molto importanti, cioè l’amantiglio, una drizza importantissima, per la ritenuta del boma, anche oggi che le barche sono dotate del Vang rigido, l’amantiglio è presente per una sicurezza in più, le derive non ne sono dotate, ma tutte le altre, dalle più piccole alle grandi hanno questa importante manovra corrente. Forse non se ne accorto nessuno, ma è mio dovere correggere e scusarmi di questa enorme dimenticanza, forse perché non mi è mai capitato che il boma con tutta la vela spazzi la coperta e tutto il suo equipaggio. Prossimi al Santo Natale, la nascita del nostro salvatore e di conseguenza ci avviciniamo ad un nuovo anno. Quale occasione migliore per poterci scambiare gli Auguri per un sereno Santo Natale e un felice anno nuovo, tanti auguri. Ricordo, come ho sempre detto a tutti i miei allievi: in mare si può aver bisogno anche del peggior nemico. Vogliamoci bene! Ziopaolo P.S. Un’altra buona e bella notizia, uno dei miei allievi ha messo in pratica tutto ciò che predico da anni, con umiltà e semplicità è entrato a far parte di un equipaggio, per partecipare alla regata in onore del mio carissimo amico e faro insostituibile Andrea Patacca, lo scorso anno si è imbarcato al mio posto facendo un bel trasferimento dalla Croazia alla Sardegna con un mese e mezzo di permanenza. Lo ripeto ancora, ci sono tantissimi armatori, proprietari di barche che non possono uscire o fare delle regate per mancanza di equipaggio. Umiltà e saper fare, tempo e con l’esperienza tutti si fanno da soli. Ancora tantissimi AUGURI e BUON ANNO.

Settembre 2022 ATTESTATI DI FREQUENZA Ai Sig.ri: Diego Ridolfi 2018/2019 a Egidio D’Antonio 2020/21, Sabrina Salvemini, e Paolo Gatti 2021/2022 CONSEGNATI IL 17/07/2022. Non si finisce mai d’imparare, avevo riposto tutte le mie speranze su un ragazzo, affinché proseguisse la mia, anche se, non proficua attività. Ho provato in un giorno che c’erano i funerali di mia cognata Rita, ad affidargli due allievi, quasi pronti ma ancora da seguire, non solo li ha fatti uscire da soli, ma non li ha nemmeno aiutati a rimettere la barca a posto, vedendoli in difficoltà. Si è giustificato: che doveva salutare dei parenti o amici che partivano. Dieci coltellate mi avrebbero ferito meno. Poi si è giustificato di non sentirsi bene, ora sembra tornare nella normalità ma è come un vaso rotto e riparato alla meglio. Sessanta giorni di piena attività, con uscite mattino e pomeriggio. Con avvistamento di tartarughe e un’infinità di delfini, purtroppo anche uno morto. Al contrario del mese di Agosto, caratterizzato, da temporali trombe d’aria e allagamenti in moltissime località, da Nord a Sud, noi, ringraziando sempre Nostro Signore, ne abbiamo solo sentito parlare e visto delle immagini veramente terrificanti. Non vorrei mai descrivere delle incompetenze dei miei colleghi, ma quando vedi dei bambini/e tremare dal freddo dopo aver fatto il bagno e l’istruttore non intervenire, non ho resistito e sono intervenuto, facendo togliere l’aiuto al galleggiamento e la maglietta bagnata, fare una corsetta e aiutare disarmare e tirare a secco le loro barchette, il freddo era passato, felici. Che possa essere utile a chi non sa queste cose. Alla fine di Agosto hanno iniziato a chiudere il Lido Paola, che ringrazio sempre di cuore per la cortesia, gentilezza e disponibilità, mentre è arrivato un amico di mio figlio, voleva fare delle lezioni di vela, ne abbiamo fatti solo quattro, poi la paura delle previsioni, che per metà Settembre sarebbe arrivato un bruttissimo tempo, ho ritirato le barchette e tolte tutte le vele. Passata la buriana con raffiche di vento fortissime, ma un poco meno che nelle vicine Marche dove i disastri sono stati notevoli con lo straripamento del suo fiume fino all’entroterra, da noi solo qualche albero e dei tetti scoperchiati, si susseguono da nord a sud trombe d’aria o marine devastanti. Un ringraziamento a tutti i visitatori del mio blog che a oggi 18 settembre, sono oltre 21197, Non sono certo di voler continuare, dato che non ricevo nessun commento nessuna correzione o modifica, suppongo che non sia interessante e quindi inutile, vale solo per me. VENTO LARGO ziopaolo.

SETTEMBRE 2022

Ago-22-2022 da admin

SETTEMBRE 2022

I ricordi riaffiorano alla mente come fantasmi e l’avventura vissuta qualche anno fa si fa sempre più viva nella mia mente, non sono sempre rose e fiori. Mi chiamano dei ragazzi conosciuti per aver fatto delle lezioni con la loro barca , avrei dovuto portarla in Croazia, un Comet 910 Pus, loro non potevano venire, mi avrebbero raggiunto due settimane dopo, spiegai che non potevo restare tanto tempo e mi assicurarono che il loro amico, assieme a sua moglie, giovani ed inesperti di vela e per di più, con un bimbo/a di un anno e mezzo, sarebbero rimasti ad aspettarli alla Palmizana, Isola con marina di fronte a Kvar. Il dubbio l’incertezza m’invase, ci vado non ci vado, alla fine vince “ci vado”, quando mi ricapiterà più un’occasione del genere, il problema più grosso era il bimbo, se si sente male? Se e se e se, ma decido e parto, viste anche le ottime previsioni meteo per tuta la settimana. A poche ore dalla partenza, naturalmente dopo aver controllato minuziosamente tutta la barca, mare piatto, incrociamo dei pescherecci che rientravano a tutta manetta, alle prime onde il bimbo inizia a piangere, dico torniamo indietro, loro, non ti preoccupare, fra un po’ si addormenta e tanto è stato, siamo arrivati a Vis il giorno seguente verso le 13,30, ormeggiati, trovato un posto libero tra le altre imbarcazioni quasi al centro della sempre accogliente cittadina. Decidiamo di cercare un ristorantino nelle vicinanze e trovato prendemmo un risotto con i funghi, non c’era altro, la fame era tanta e divorammo tutto, mentre la signora e il bimbo mangiarono a bordo. Eseguite tutte le operazioni d’ingresso, data una sciacquata alla barca, possiamo rilassarci e riposare, mentre il bimbo gioca sereno con la sua mamma. Il mattino seguente la tragedia, involontariamente mi capita di ascoltare la telefonata che stava facendo, lamentandosi che io, ma non ne ero certo, pretendevo di andare nei migliori ristoranti, chiedo se si riferisse a me e lo conferma mi si è finito il mondo, la moglie cercò di giustificarlo, voleva dire un’altra cosa. Tranquillizzo la signora dicendo: non si preoccupi, voi non mi conoscete ma ringraziando il Signore non ho bisogno, da quel momento ognuno per se. Tra l’altro mi avevano assicurato tutto spesato. Si doveva ripartire per raggiungere la Palmizana e lui traccheggiava, la farmacia per il bimbo, mancava un poco di frutta, avendo però visto i meteo che davano nel pomeriggio oltre venti nodi di vento, per raggiungere l’isola di fronte, ritardando avremmo trovato mare grosso e vento contrario, dico guarda che c’è un bimbo piccolo, non vorrei che si spaventi, quindi se ti sbrighi bene, altrimenti faccio da solo, il mio compito è portarvi alla Palmizana. Ma, tra la mia esasperazione e l’indifferenza di quel signore che traccheggiava, forse pensava, che i meteo sbagliassero, mollo gli ormeggi e adagio inizio ad uscire, ma tolgo subito la marcia sentendo delle urla che mi chiamavano, mi giro e con mia sorpresa, non avevo staccato il filo della corrente, la recupero e riparto, assenza totale di vento a motore adagio proseguivo ma a quasi metà baia, dal vano motore inizia ad uscire del fumo, mi affaccio e iniziavano a formarsi delle fiamme, mi si è finito il mondo, spengo tutto e provo a chiudere bene il vano motore e miracolo il fuoco si è spento, naturalmente avendo tenuto per lungo tempo il motore acceso e non aver staccato la corrente, aveva provocato un super riscaldamento. Ripeto non un alito di vento, provo a pompare con il timone ma niente non si tornava indietro di un metro. In nostro soccorso una barca di stranieri che andava verso il marina a forza di gesti si avvicina e io che ho insegnato a centinaia di allievi come si lancia una cima di soccorso lancio e la cima sbatte sul pulpito di prua e finisce in acqua recupero e rilancio ma la vergogna di me stesso mi divorava e mi divora tutt’ora. Riusciamo a riprendere lo stesso posto mettendoci subito alla ricerca di on bravo meccanico, trovato e dopo una breve ispezione, fa rimettere in moto e ci assicura che è tutto a posto, c’è stato solo un cortocircuito. Ripartiti subito dopo pranzo, ma il meteo questa volta infallibile. vento teso da Nord sopra i venti nodi e il mare di conseguenza, la rotta di trentacinque gradi non mi consentiva di raggiungere l’ingresso del canale, avevo messo una mano di terzaroli alla randa e riavvolto il genoa quasi alla metà ma senza l’aiuto del motore non ci sarei arrivato, altre volte ero capitato in simile situazione, avrei potuto poggiare ed entrare dalla parte sud est del canale. ricordando le difficoltà a risalirlo ho detto alla signora: siamo quasi a metà strada soffriamo ora un poco, per stare tranquilli dopo, tanto è stato, giunti all’isolotto che precede l’imboccatura del canale, onde alte oltre il metro ma di lasco ci acompagnarono fino all’ingresso del marina dove cerano una quindicina di barche in attesa del posto barca, più di due ore e mezza a tentare di tenere la barca ferma con motore acceso, facendo spazio a chi doveva entrare, nel frattempo sono arrivate due barche sui dodici metri bagnati fradici e raccontavano delle difficoltà incontrate nel risalire il canale, lui zitto, la signora, hai fatto bene. L’avventura è terminata con una notte completamente in bianco, il traghetto per Spalato sarebbe partito alle sei, mentre l’ultimo viaggio per Hvar era alle ventitre e trenta, bella vita nella cittadina Croata fino a quasi le due, poi il deserto all’arrivo del traghetto, in serata ero a casa. Di quel signore non ne ho più sentito parlare, mentre mi hanno detto che alla barca hanno dovuto sostituire un pezzo dal costo di cinquecento euro. Meno male che il meccanico Croato ci aveva assicurato che era stato solo un cortocircuito. Dalle memorie di zio paolo, non sempre rose e fiori, mentre posso dire che è stata un’esperienza indimenticabile. VENTO LARGO ziopaolo.

Settembre 2021

Apr-8-2022 da admin

La vecchiaia inizia a fare i suoi effetti, primi assaggi di pessimismo, fortunatamente presto smentiti, in primis il tempo, le previsioni non promettevano nulla di buono, previsto un autunno precoce, invece fino al ventuno è stato molto bello, permettendoci ancora delle belle veleggiate sia con le derive sia con il cabinato, quasi come il settembre di una volta. Interpellato da un signore che avrebbe acquistato un piccolo catamarano, un Obbi 16 a Pesaro, doveva e voleva riportarlo via mare, con un mezzo gli sarebbe costato troppo, comunicandomi anche che non era molto esperto, naturalmente ho cercato di dissuaderlo, almeno di aspettare la stagione buona per un trasferimento del genere, ho illustrato tutti i pericoli e problemi che avrebbe potuto incontrare. La mia esperienza su quella barca è molto limitata, ci sarò uscito tre o quattro volte al massimo, barchetta molto divertente e veloce, ma con un rovescio della medaglia molto importante, non è molto boliniera, se trovi vento contrario non percorri un metro in avanti, ma questo ho avuto modo di costatarlo anche con un cinquanta piedi e un motore da sessanta cavalli, per fare appena sedici miglia abbiamo impiegato oltre otto ore e all’arrivo si era divelto il serbatoio dell’acqua di prua, allagando quasi tutta la sentina, in’oltre se non sei bravo la barca non ti vira, si ferma prua al vento. Motivi riservati per non poter rimandare e con tanta buona volontà e anche tanta fortuna è riuscito a riportarla, mi ha ringraziato per tutti i consigli, ha rischiato e si è fatto anche male, ma ci è riuscito. Non potevo assolutamente, dato le sue informazioni dargli il consenso al trasferimento, ma mi ha dimostrato che con la buona volontà e un pizzico di sedere, tutto si può fare. Ripeto: l’Atlantico si attraversa anche con un pattino, Se Nostro Signore VUOLE. La conferma è di pochi giorni, un navigatore Francese che tentava l’impresa non c’è l’ha fatta. Infine, l’altro giorno si è fatto risentire il papà del giovane che aveva paura dell’acqua alta, facendomi un sacco di complimenti, poiché, erano bastate quelle due lezioni più che sufficienti per superare gli esami di ammissione in marina. Che cosa dire? Che la vecchiaia mi rende pessimista, ma riflettendo ero così anche qualche annetto fa! Un Ottobre da ricordare, restando a casa, squilla Il telefono, sei seduto? Mi siedo, è Bianca la mia pupilla, ho fatto un trasferimento di una bellissima barca da Napoli a Brindisi, una delle tappe per partecipare alla Barcolana, felicissima della sua prima esperienza del genere e di farmene partecipe. Cerco di seguire la Barcolana, sempre con trasmissioni, quel poco in TV con Donatella Bianchi con riprese in diretta da Trieste, e con Fabio Colivicchi con Saily; tempaccio, Bora oltre quaranta nodi, rotture e incidenti di diverso genere, annullamento della regata per le più piccole, non rimpiango di non esserci. Dopo qualche giorno ancora il telefono, sempre lei, Bianca, sei seduto? Mi siedo! Sono imbarcata su Orsa Maggiore della Marina Militare Italiana, come tattico e timoniere, per partecipare alla regata più importante del Mediterraneo, la Rolex Middle race, resto senza fiato, ne avevo sentito parlare qualche anno fa, dato che ci ha partecipato Ivo Olivieri, con la sua barca Juno, si tratta di girare intorno alla Sicilia in senso antiorario lasciando sulla sinistra lo Stretto di Messina, il Vulcano Stromboli e poi le più belle isole per tornare a Malta, un percorso di 609 miglia, vi partecipano gli equipaggi e le barche più importanti. Per i tre giorni prima della partenza e per tutta la durata della gara a stretto contatto telefonico, facendomi partecipe con foto, commenti e consigli alla sua regata, tra l’altro una delle più impegnative, con un uragano a poche miglia, che ha flagellato la Sicilia con venti fino a cinquanta nodi, inondazioni e burrasche con onde pazzesche, cosa dire? Un’allieva diventata Ingegner Navale, che mi fa partecipe con immensa gioia alle sue avventure di vela, non può che rendermi felice. Siamo arrivati al Santo Natale, sempre in letargo come gli orsi e questo maledetto non c’è tregua, continuano i contagi e la preoccupazione non ci fa stare per niente tranquilli. La Speranza che tutto passi non ci abbandona. Non ho parole per ringraziare abbastanza tutti i visitatori del mio blog, che il sedici Dicembre ha superato i diciottomila visitatori. Auguro a tutti un Sereno Natale e felicissimo ANNO NUOVO. Buon vento o vento largo. ziopaolo.

Prima di dimenticare: ho assistito per alcune settimane all’uscita in mare dei ragazzi della Lega Navale di Giulianova.

Sempre oltre le 17,30, in pratica quando le poche barche a vela erano tutte rientrate, quel poco di vento che c’era era finito ed il crepuscolo diveniva notte e a volte anche con foschia. Mi va bene tutto affinchè si vada per mare, mi chiedo solo? Se avessimo fatto noi uscire i ragazzi dopo il tramonto cosa avrebbero detto i lecca lecca attuali???

12 MAGGIO 2021

Quasi pronti per ripartire, carrello alaggio finito oggi di riparare e nei giorni scorsi è arrivata una prima prenotazione per l’inizio della scuola, ma ancora una volta bisogna attendere, le previsioni per questa settimana sono pessime, non certamente adatte per un inizio, in particolare con principianti. I lavori al Lido Paola che ringrazio sempre di cuore, sono iniziati e per la prossima settimana è prevista l’apertura. Se la salute ci assiste, in programma ci potrebbero essere diverse gite con l’amico Pino sempre come mezzo marinaio, con il suo Gran Soleil 43, è venuto anche un signore disabile e la sua ragazza per festeggiare il loro fidanzamento, ero molto preoccupato per la salita a bordo, ma essendo un atleta del centro Amicacci di Giulianova è stato molto bravo, riuscendo con pochissimo aiuto anche a scendere per andare al bagno, con le difficoltà che ci sono su una barca a vela. Nel salutarli, loro sarebbero rimasti ancora un poco, mi hanno detto: abbiamo deciso, compriamo la barca e assumiamo ziopaolo. Commosso ho ringraziato. Sono in programma in settimana le regate di campionato Italiano Optmist, organizzato dal circolo velico Azzurra di Roseto degli Abruzzi, non posso non congratularmi con tutto lo staff e soprattutto con il Presidente Bruno e l’amico Pietro, che in pochi anni hanno portato il circolo a livelli veramente esaltanti. Giusto per un promemoria, era il 2016 quando sono stato chiamato ad iniziare quella scuola vela, dove c’erano solo alcune barchette da rottamare ed un solo Signore, ricordo il nome,Vincenzo che sapeva andare in barca, in quei circa settanta giorni, oltre trenta allievi hanno imparato ad armare e uscire da soli e rimettere tutto in ordine, non posso dimenticare di un allievo che ha confessato di aver pianto di gioia, non immaginava che in poche lezioni sarebbe stato in grado di armare uscire rientrare e riordinare il tutto, con nodi, nomenclatura e tanti consigli sia sulla meteorologia, quando poter o non poter prendere il largo in sicurezza. La stagione 2021 è iniziata il 2 giugno con i primi tre allievi, Paolo e sua moglie Sabrina, mentre Egidio e lo zio Enrico ora proprietari di un Laser ed un Flay Junior, hanno fatto la prima uscita, naturalmente mentre Enrico ha bisogno di fare delle lezioni, Egidio va che è una meraviglia, non lo guardo nemmeno tanto fa tutto alla perfezione, dopo il suo primo imbarco con un Gran Soleil 43 per un’uscita di poche ore con l’amico Pino, mi ha sostituito nella trasferta in Sardegna con l’amico Paolo con un Benetton 45, mi tiene informato mandando foto e aggiornamenti. Non vorrei parlarne, ma una tragedia del genere non può essere dimenticata, la perdita di un carissimo AMICO, Andrea Patacca, colpito da infarto (credo) mentre era in Croazia con i suoi ragazzi per disputare il campionato Europeo. Per me, si è spento un grande faro, vero punto di riferimento, oltre ad essere venuto con la sua squadra al mio club il Mucillagine nel 2008 per una settimana, dimostrandoci di avere tutte le carte in regola per un bel circolo velico, donandoci anche un Optmist completo per la scuola, mi fece partecipare al campionato Italiano Star e mi interpellava per sostituirlo quando era ai Circoli Velici di Porto San Giorgio e poi Civitanova Marche. Assieme con il suo amatissimo papà Gilberto, imbarcato con loro alla regata Giulianova Vis con la mitica Veleno II, un sette metri con motore fuoribordo, arrivando per primi a Vis. Un omone che saliva in barca e navigava come un bimbetto. Sempre cordiale, disponibile e vero amico. Resterà sempre nei nostri cuori BUON VENTO ANDREA. La metà di Luglio caratterizzata da una settimana di tempo perturbato, mareggiate e temporali, nel nord Europa devastazioni con centinaia di morti e dispersi, un tempo che fa veramente paura, trombe d’aria anche nelle Marche. Paolo e Sabrina continuano a migliorare, il tempo inesorabile passa e tra veleggiate con il 470 e uscite con il Gran Soleil sempre con nuovi clienti a cui la vela interessa ben poco. La temperatura molto alta, ma in barca non si avverte e si stà veramente bene, il pensiero che l’estate volge al termine mi rattrista. Egidio e Paolo mi tengono sempre informato della permanenza in Sardegna, comunicandomi il telefono di un suo conoscente che deve fare un corso di vela, un ragazzo 19 enne che dovrebbe entrare in Marina, è venuto per due giorni è molto timido e ha paura dell’acqua alta, la vedo dura!! staremo a vedere come disse il non vedente. Infatti non si è più visto e sentito. Oggi, 19 Agosto vento sui 10/12 Knt mare appena mosso, bellissimo, approfittando delle ultime lezioni in compagnia di Paolo e Sabrina, muniti di orologi ultra moderni, ho potuto constatare con meraviglia degli allievi, di conoscere quasi alla perfezione la velocità della barca ed anche la rotta bussola, ripetuta per diverse volte. Come accade spesso ormai al rientro di una bella e lunga veleggiata un Signore si avvicina chiedendo se era possibile fare delle lezioni e siccome c’era vicino un bimbo di circa dieci anni pensavo fosse per lui, no mi dice è per mia figlia che vorrebbe imparare e subito è venuta a salutarmi una bella ragazza alta e con un sorriso splendido, chiedendo anche lei che gli piacerebbe tantissimo imparare. Una settimana veramente piena, mattino e pomeriggio vela con il 470 e dalle 17,30 alle 22,30 con il Gran Soleil, sempre con nuovi clienti. Bloccati tre giorni per brutto tempo con vento e temporali sparsi, tornato il bel tempo puntualissima Roberta ha ripreso con entusiasmo e tanta voglia di apprendere, tutte le mattine, con virate, abbattute e recupero uomo a mare, quasi perfette, mentre tenere la rotta e fare i nodi le resta un pochino difficile, ma sono certo che con la tanta buona volontà che la anima, presto riuscirà anche in questo, ripartita per Milano con la certezza di proseguire il prossimo anno, se Nostro Signore vorrà!!! Il fine Agosto ancora con tempo incerto e impossibilitati alle uscite, l’aria si è rinfrescata è ora di indossare la muta, ripeto: avere freddo in barca non è affatto divertente. Spero sempre in un Settembre degli anni passati, ma anche quest’anno le previsioni non promettono nulla di buono.

Buon vento ziopaolo

 

FINE SETTEMBRE 2020

Nov-12-2020 da admin

FINE SETTEMBRE 2020
FINE SETTEMBRE 2020
IL 470 riparato egregiamente dall’amico carrozziere, Daniele Musiani , pronto per affrontare il mare con eventuali amici. Il 14 giugno abbiamo fatto la prima uscita, Diego mi ha fatto trovare tutte e due le barche armate alla perfezione. Avute le autorizzazioni dalla Capitaneria di Porto e messo la corsia di lancio con otto boe e la mia solita bandiera Italiana all’ingresso, grazie ancora a Danilo e Paola dell’ospitalità al LIDO PAOLA. In una mia solita uscita solitaria dopo più di tre ore, al rientro trovo un signore e signora ad attendermi e complimenti a parte, mi hanno chiesto se era possibile fare delle uscite, per coronare il suo desiderio di imparare a condurre una deriva, ma non aveva molto tempo per fare un corso completo, con la premessa che sarebbe tornato il mese successivo, dopo avergli comunicato di non essere più Istruttore federale e quindi solo un giretto in barca, che non si nega a nessuno, senza responsabilità e nessun brevetto, il bel tempo e un venticello perfetto ideali per i primi suggerimenti, poi al timone per le prime manovre, tenere la rotta, i giusti movimenti per le virate e abbattute, entusiasta è tornato i due giorni seguenti dicendo che aveva rinviato la partenza. Leggi il resto di questo articolo »

PRIMI DI MAGGIO 2020

Mag-6-2020 da admin

PRIMI DI MAGGIO 2020

Ancora relegati in casa con possibilità di piccoli spostamenti, dopo quasi sessanta giorni ho potuto dare un’occhiata alle barchette, che non vedono l’ora di poter riprendere il largo, loro! Un grande ringraziamento agli oltre undicimilacinquecento visitatori del mio blog, che vorrei aggiornare appena possibile ed iniziare i lavori di sistemazione del 470. Anche se il non aver rinnovato la tessera da istruttore mi crea una certa inquietudine, tante cose dovranno cambiare, come le ha cambiate questo maledetto virus, non poter più esercitare ufficialmente la mia brutta o bella malattia , ma certamente spero nessuno mi possa proibire di uscire in barca, eccetto la salute. Nella spasmodica attesa, rivivo i Ricordi di una delle tante esperienze di mare, era il 31/05/2009, trasferimento di Buio Pesto un Benetton 42, da Nettuno a Giulianova, con l’amico Salvatore Costanzo. Bagagli a spalla, decidemmo di andare in treno Pescara Roma e quasi subito la coincidenza per Napoli che effettuava tutte le fermate, meno di 45 minuti mi sembra per raggiungere la cittadina sul Tirreno ed un taxi per raggiungere il porticciolo, era ormeggiata in prima fila e a prima vista una bella barca, alle undici del mattino eravamo già a bordo, iniziai un primo controllo come di solito faccio e notai la sentina con quattro dita di acqua non tanto pulita, prosciugata con la sua pompa funzionante e con spugna e stracci, bisognava trovare la sorgente, era dolce, quindi perdita dal serbatoio o condotte, aprendo diversi gavoni, fortunatissimo notai della ruggine sotto un tubicino dell’autoclave, naturalmente bucato, bastò tagliarlo accorciarlo e rimetterlo al suo posto. Leggi il resto di questo articolo »

OTTOBRE 2019

Nov-12-2019 da admin

OTTOBRE 2019

Possiamo dire conclusa anche questa stagione, caratterizzata da molto caldo per tanti, ma anche da improvvisi temporali, la formazione in poche ore di celle temporalesche, i famosi cumulo nembi, portatori di raffiche di vento,pioggia e anche grandine in alcune zone del Pescarese sono caduti chicchi come arance, non certo il massimo della sicurezza in particolare se a bordo ci sono allievi alle prime esperienze di vela. Solo otto gli allievi brevettati in tutta la stagione e altri tre hanno fatto la loro prima esperienza di vela. Di nuovo da solo a ricostruire la mia scuola vela, uscendo tutti i giorni mattino e pomeriggio, suscitando un poco di interesse e curiosità, in particolare con gli addetti alla sicurezza in mare del posto, tanto che, una di questi ne ha parlato con il fratello, Diego, che da tempo aveva espresso il desiderio di fare una prova. Dalla prima uscita ho notato la volontà e la bravura, tanto che in pochissimo tempo ha appreso come armare sia il Laser che il 470 e rimettere tutto in ordine, ho saputo dopo, che oltre a fare gare di nuoto pratica anche il Windsurf, veramente bravo da potergli affidare nuovi allievi, tra cui il suo papà come aiuto istruttore. Ho pensato anche di portarlo a San Benedetto, dal mio amico Andrea Patacca per fargli fare una prova con i suoi ragazzi che partecipano ai campionati Italiani ed Europei, il primo appuntamento è saltato per totale assenza di vento, ma non mi arrendo ci riproverò.


Tra i primi allievi è tornato Marco, nipote di un carissimo amico, venuto lo scorso anno, è diventato veramente bravo, come Enrico, talento naturale, con il DNA della famiglia Capanna, che a soli dieci anni, conduce sia il Laser che il 470, con virate, abbattute, fermo barca, recupero uomo a mare e retromarcia, senza tralasciare i nodi,la nomenclatura, il vento reale e apparente, il centro velico e di deriva e un poco di meteorologia, in particolare quando si può uscire e quando no, in base alle condizioni e previsioni meteo, con semplicità di un adulto professionista. Bravi anche Luca e Andre, che avrebbero voluto continuare anche in Autunno, peccato non poterli accontentare. Ultimi allievi prima della fine stagione Felice e suo figlio raccomandati dal mio amico Gianni Di Domenicantonio. Ho avuto quest’anno il piacere ed il privilegio di avere in barca uno dei Nipoti (veri) Claudio, sempre bravissimo, da ragazzino al Circolo Migliori lo soprannominarono STRAULINO.

Non sono mancate due brevi trasferimenti dalla e per la Croazia. Il primo a Giugno, per la prima volta in auto, veramente molto più comodo, niente bagagli da trasportare e le lunghe attese per l’imbarco comodamente seduti meno di un’ora poi per raggiungere le cascate di Krka, dove, fatta cambusa, fatto un controllo generale della barca ed esplicate le pratiche burocratiche, partenza per Giulianova con piccola tappa nell’isola di Kaprje, con pranzo a base di misto carne alla brace con vista sulla bella baia, Poco più di tredici ore per raggiungere il nostro porto, mare calmo e assenza totale di vento, quindi tutto motore. L’altra trasferta dal nove al dodici Agosto, questa volta non con il titolare ma con il fratello, partenza all’una e trenta, vela e aggiunta di motore, un tempo incerto e minaccioso ci ha preceduto per quasi tutta la traversata e alle quindici circa si era al traverso di Vis nostra meta, ma una telefonata ci comunicava di proseguire fino a Seget , raggiunta dopo oltre quattro ore di navigazione, punto d’imbarco dei nuovi allievi. In attesa del giorno successivo per poter riprendere il traghetto, mentre gli equipaggi riempivano le barche di ogni bene per l’intera settimana, una randa avvolgibile della seconda barca, si era incastrata e non c’era verso che venisse fuori, ho provato a spiegare che il modo di fare non era quello giusto, ma non riuscivano a comprendermi, maledetta ignoranza, non conoscere l’Inglese. Dopo oltre quattro ore di prove e riprove con il rischio di strapparla, hanno abbandonato, la barca non poteva partire, approfittando della loro assenza, mi sono messo al lavoro ed in meno di un quarto d’ora la vela è tornata funzionante, grazie all’esperienza di tanti anni con barche con le rande avvolgibili, soggette a questo problema.
Tutto sommato non possiamo assolutamente lamentarci la salute ci ha assistito, dandomi la possibilità di poter navigare tutta la stagione, la schiena anche se non mi permette di fare lunghe passeggiate e alcuni sforzi non mi ha dato problemi, ma sempre con il terrore di poter rimanere bloccato, come già accaduto. Non posso non ricordare la perdita del carissimo amico Ennio Pomponio, mio primo grande maestro di vela, ricordo sempre i suoi consigli; Tieni la rotta! Sembra un asino ubriaco. Quando la vela inizia a fileggiare o pungere sulla ralinga, cazza o poggia e tantissimi altri. Anche questa cinquantunesima Barcolana è saltata, speriamo la prossima, non vorrei arrendermi. Buon vento o vento largo a tutti e ricordo sempre: IN MARE SI PUO’ AVER BISOGNO ANCHE DEL PEGGIOR NEMICO!!! ziopaolo